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Lui è Pierfrancesco Maran

3 anni fa
Lui è Pierfrancesco Maran

L'assessore all'Urbanistica di Milano che non si è lasciato corrompere.

Maran nasce a Milano 38 anni fa. Laureato in Scienze Politiche, nel 2006 diventa consigliere comunale del capoluogo lombardo tra le fila del Partito Democratico. Nonostante la giovane età, intorno a lui aumentano rapidamente i consensi. Per lui la politica è passione e impegno civile. Dai tempi dei consigli di istituto ai comitati di quartiere, fino al 2011, quando è il secondo consigliere del PD più votato, diventando così l'Assessore più giovane della Giunta Pisapia con delega alla Mobilità, Ambiente, Acqua pubblica, Energia e Metropolitane. Durante il suo operato, prima con Pisapia, poi dal 2016 con Beppe Sala, il suo contributo è stato importante, trasparente e concreto. Sono stati chiusi i lavori per la metro M5 e avviati quelli per la M4, si è registrato il boom del bike sharing e del car sharing, sono raddoppiate le isole pedonali, è aumentata del 50% la raccolta differenziate ed è stata avviata la sostituzione dell’illuminazione pubblica al 100% a led.

Il nome di Piefrancesco Maran nelle ultime ore è balzato agli onori della cronaca. Non per il suo brillante operato da Assessore, ma per il caos legato alla vicenda del nuovo stadio della AS Roma e alla conseguente pioggia di arresti. Stando alle prime indagini, si tratterebbe di un'inchiesta su un'associazione a delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive. L'ennesima.

Cosa c'entra un giovane politico milanese in una capitolina cloaca di corruzione?

Semplice, Pierfrancesco Maran ha detto no. Secondo le intercettazioni, Luca Parnasi, titolare di Eurnova, nonché il principale contraente del progetto dello stadio della Roma arrestato in seguito alla bufera, avrebbe iniziato a strizzare l'occhio all'ipotesi di un nuovo stadio per il Milan, ovviamente nel capoluogo lombardo. Gli emissari di Parnasi si sono presentati nell'ufficio di Maran con l'intenzione di “addolcirlo”. Un modus operandi classico e collaudato che, nel sistema malato del nostro Paese, spesso e volentieri trova terreno fertile e che Parnasi voleva esportare nella città della Madonnina.

Secondo il materiale d'indagine, la risposta di Maran, al quale sarebbe stato proposto addirittura un apparamento in regalo, è stata secca: “Qui non funziona così”. Gli uomini di Parnasi, dunque, non avrebbero neppure concretizzato l'ipotetico tentativo di corruzione. Si è trattato probabilmente di un'avance sul filo dell'allusione. Da subito, però, in quell'ufficio hanno respirato un clima “avverso” che ha messo a nudo le loro proposte rendendole totalmente fuori contesto. Tanto che, in un'altra intercettazione, gli emissari di Parnasi avrebbero commentato l'episodio con un neanche troppo velato senso di vergogna: “Siamo andati lì dall’assessore a fare una figura di m...cioè proprio sembravamo i romani...quelli, sai dei centomila film che hai visto?”.

Pierfrancesco Maran, ora per tutti è un eroe. Il paladino del nord che sconfigge il marciume della Capitale. Non è così. Corruzione, mafia e malcostume serpeggiano a ogni latitudine del nostro malconcio Paese. Quello che ci ha insegnato il giovane assessore, invece, è che la correttezza non è né “geografica”, né legata a uno specifico colore politico. L'onestà è frutto di una storia individuale, e, in quanto tale, non va ostentata, bensì praticata. Con competenza, rigore e assoluta semplicità.

Grazie.

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