Persone per bene

Lui è Nertil Qato

1 anno fa
Lui è Nertil Qato

Disoccupato albanese di 31 anni che ha salvato la vita a madre e figlia.

Nertil è un albanese di 31 anni regolarmente residente a Livorno dal 2011. Nonostante la giovane età, conosce bene il sacrificio. Quando era poco più di un ragazzino lavorava come contadino nelle campagne di Roshink, provincia di Berat. In seguito si trasferisce in Grecia, dove prosegue l'attività iniziata nella sua terra. Tre anni più tardi arriva la chiamata della speranza. Suo zio Leonardo, titolare di una piccola impresa edile di Livorno, gli offre un lavoro come muratore. Nertil non ci pensa un attimo, l'Italia rappresenta un sogno, così parte e si trasferisce in Toscana. Lavora duramente ma è felice, intravede un futuro. Poi, sedici mesi fa, la crisi mette in ginocchio l'attività dello zio che di conseguenza non può più tenerlo alle proprie dipendenze. Inizia una nuova pagina della sua vita, una pagina di precarietà e disperata ricerca di una sistemazione. Gli è rimasto un furgone con qualche attrezzo, il minimo per tenersi pronto e disponibile per eventuali lavori. Ad oggi è ancora disoccupato, regolare ma senza cittadinanza italiana.

E' il 28 giugno, Nertil si trova a casa quando sente un boato fortissimo. Scende in strada e, tra la polvere e il fumo, si accorge che da una finestra di via del Seminario provengono delle urla disperate. Non esita, corre verso il suo furgone, apre il vano, estrae una scala e si dirige verso l'abitazione. Appoggiate le stecche alla facciata, comincia la salita verso la finestra, apre la persiana ed entra. Di fronte si trova una scena apocalittica. Due donne, madre e figlia, abbracciate e terrorizzate in un angolo della cucina, il pavimento rigonfiato di oltre un metro e la camera da letto crollata. Nertil non perde tempo, afferra la bambina con l'intento di portarla in salvo. Lei però ha paura, grida il nome della madre, ma Nertil la tranquillizza, le promette che avrebbe salvato anche lei. Scendere dalla scala con la giovane in braccio non è semplice, ma alla fine riesce ad adagiarla sul marciapiede in attesa dei soccorsi. Poi rientra nell'abitazione, o meglio in quel che ne rimane, alla volta della madre. Stesso iter, stesse difficoltà, ma fortunatamente anche stesso epilogo. Madre e figlia sono salve.

Nertil torna alla sua vita, alla disperata ricerca di un lavoro onesto. La sua impresa non passa inosservata, tanto da essere ricevuto dal sindaco Filippo Nogarin. Quest'ultimo, dopo averne riconosciuto lo straordinario coraggio e il raro senso di altruismo, promette di attivarsi affinché il suo gesto venga premiato ufficialmente, magari con la cittadinanza italiana.

Nertil commenta con orgoglio: “Cittadinanza prima del previsto? Se accade, meglio. Altrimenti, so che ho fatto il mio dovere civico e di livornese. Questa, ormai, è la mia città”.

Grazie Nertil, l'Italia ha bisogno di persone come te

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