Persone per bene

Lui è Giuseppe Di Bello

2 anni fa
Lui è Giuseppe Di Bello

Giuseppe è un ex tenente della polizia provinciale di Potenza. Nel 2010, mentre era in servizio, si accorse di un inquietante cambiamento di colore dell'invaso del Pertusillo, sotto il bivio di Montemurro, ed iniziò ad indagare. Così, durante i giorni di riposo, a sue spese, prese un canotto a remi e prelevò dei sedimenti sui fondali e fece delle analisi chimiche. La sua ricerca rivelò la presenza nelle acque di metalli pesanti, idrocarburi alogenati e clorurati cancerogeni. Da quelle acque che dissetano la Puglia e irrigano i campi della Lucania affioravano pesci morti, segno della presenza di un pericoloso avvelenamento. Nei pozzi dei contadini c'erano sostanze cancerogene anche 1.000 volte oltre i limiti. C'era’ in gioco la salute di tutti, e così scelse di non attendere, di non voltarsi dall'altra parte. Temendo che quei documenti in mano alla burocrazia potessero essere nascosti dai poteri forti che vi si celavano, affidò all'allora segretario dei radicali lucani, Maurizio Bolognetti, affinché venissero divulgate. Tutti dovevano sapere, e il prima possibile.

Qualche mese dopo Giuseppe Di Bello venne sospeso dal servizio e condannato per rivelazione di segreti d'ufficio. Il prefetto gli revocò per “disonore” anche la qualifica di agente di pubblica sicurezza e lo spedì a fare il custode al museo di Potenza.

In seguito a questa pubblica umiliazione, Giuseppe Di Bello accettò l’imposizione, ma nel tempo libero continuò a fare quel che facevo prima. Costituì un’associazione insieme a una geologa, una biologa e a un ingegnere ambientale e continuò nelle verifiche volontarie. Intanto la contaminazione dilagava, giungendo fino a Pisticci, novanta chilometri più a est. Tracce di radioattività superiori al normale vennero rintracciate nei pozzi rurali dei contadini, ma le istituzioni sentenziarono con la conferma di condanna a due mesi e venti giorni di reclusione.

Passano gli anni, ora la Cassazione ha annullato la sentenza. La magistratura lucana ora si è accorta del disastro ambientale ed ha iniziato un'indagine a tappeto. A Giuseppe è stata stroncata la carriera e rovinata la vita per aver denunciato una catastrofe, per aver tentato di difendere la salute di tutti noi. Conosceva i rischi ma è andato avanti comunque. Da solo, contro tutti, con coraggio e determinazione.

Oggi, con imperdonabile ritardo, a nome di tutti, grazie Giuseppe.

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10 commenti per "In Italia si parla di sviluppo sostenibile"
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2 anni fa

Bravo giuseppe quelli che fanno affari loschi queste cose ñe le tollerano

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2 anni fa

Com'è la situazione adesso?

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2 anni fa

Grazie Giuseppe!

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2 anni fa

Le persone per bene vengono punite i delinguenti no ,comunque devi essere orgoglioso di quello che ai fatto grazie a nome di tutti

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Mi pare. Che comandi il PD e non la fantomatica p2

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2 anni fa

Meno male che ancora ci sono persone così. Agghiacciante la reazione delle istituzioni! Chi fa carriera o gira la testa dall' altra parte, quindi colluso, o ti stroncano.

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2 anni fa

Complimenti!!

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ONORE A GIUSEPPE

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2 anni fa

I poteri forti ci sono la p2 non e mai morta ora comandano loro

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Che ci vogliamo fare SIAMO IN ITALIA

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