Chi per bene non è

Lo Stato risarcisca i cittadini: via la tassa sui sacchetti biodegradabili

10 mesi fa
Lo Stato risarcisca i cittadini: via la tassa sui sacchetti biodegradabili

Una "tassa" entrata in vigore dal 1 gennaio 2018 che ha subito creato scompiglio. Un dibattito tra consumismo e rispetto ambientale.

Una notizia che ha “sconvolto” l’Italia da nord a sud quella che ha visto il 1 gennaio 2018 l’entrata in vigore dell’uso obbligatorio dei sacchetti biodegradabili per imbustare frutta, verdura, carni e salumi, con un costo per il cliente variabile da 2 a 10 centesimi a sacchetto.

Una nuova tassa sulla spesa che andrà sicuramente a gravare sullo scontrino fiscale del consumatore perché per ogni busta utilizzata per frutta e verdura verrà addebitato l’apposito canone, che non sarà incassato totalmente dal gestore del supermercato in quanto comprensivo di Iva e, ovviamente, imposte sul reddito. È questa la novità “fiscale” del 2018 introdotta con il D.L. Mezzogiorno convertito nell’agosto 2017, fortemente voluta per abbattere l’eccessivo consumo della plastica in favore di sacchetti biodegradabili e compostabili, resi ora obbligatori in tutti i supermercati e alimentari del territorio nazionale.

Di certo la reazione dei consumatori non si è fatta attendere, soprattutto di quelli che hanno visto in questa mossa non un rispetto dell’ambiente, ma una nuova tassa sulle tasche degli italiani: molte sono state le proposte avanzate che hanno viaggiato sulla rete, tra cui quella di etichettare ogni singolo frutto sprecando, tra l’altro, numerose targhette dal costo più elevato. Anche a Brescia la “tassa” non è stata piacevolmente digerita tanto da rispondere alla petizione online (https://www.change.org/p/pietro-carlo-padoan-sacchetti-biodegradabili-a-pagamento-non-esiste-lo-stato-rimborsi-i-cittadini) lanciata a livello nazionale e diretta al Ministro dell’Economia e delle Finanze Padoan: ad oggi sono stati più di 1191 i firmatari, con un obiettivo fissato a 1500. La petizione avrà effetto? Lo Stato “rimborserà” i cittadini? E l’ambiente? Quesiti, questi, che ci si porrà nei prossimi giorni subito dopo la consegna della petizione al diretto interessato, che si troverà difronte due possibili scelte: ignorare la richiesta dei cittadini o ascoltare e dialogare con i rappresentanti di categoria per spiegare la funzione e l’incidenza della nuova “tassa sui sacchetti biodegradabili e compostabili”. Non ci resta, dunque, che aspettare nuovi sviluppi.

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