Alzheimer, il malato al centro e non la malattia

Solidarietà

Alzheimer, il malato al centro e non la malattia

7 mesi fa

Progetto innovativo dell’Associazione Familiari Alzheimer Marche per dare dignità ed elevare il livello di qualità della vita di malati e loro famiglie.

“L’Alzheimer non colpisce solo la persona malata, ma coinvolge tutta la famiglia che rischia di cadere nella più completa solitudine”.
Parole di Manuela Berardinelli, scrittrice maceratese, nonché fondatrice nel 2008 dell’A.F.A.M., Associazione Familiari Alzheimer Marche, e da quest’anno Presidente nazionale dell’Associazione Alzheimer Uniti Italia.
Toccata da vicino da questa malattia, che ha coinvolto alcuni anni fa il padre, ha fatto tesoro di esperienze in Italia e all’estero per avviare una iniziativa in grado di restituire dignità ai malati e alle loro famiglie attraverso un percorso terapeutico innovativo.
“La persona dev’essere al centro e non la malattia”.
Un approccio nuovo che pone in primo piano la storia personale del malato, le sue attitudini e la sua famiglia grazie al sostengo di medici specialisti in neuropsichiatria, psicologia, fisioterapia e gruppi di ascolto.
“Perché ogni persona è diversa e non tutte le terapie funzionano in maniera standardizzata”.
Dal 2013 è stato avviato, in collaborazione con con l’Asur Marche, la Regione e la Cos Marche, un progetto sperimentale su 100 malati per fornire loro terapie differenziate e su misura, ottenendo con risultati eccezionali, al punto tale che il progetto potrebbe diventare un modello di riferimento per tutto il territorio nazionale.
“Restituire dignità e livelli elevati di qualità della vita alle persone malate di Alzheimer e alle loro famiglie rappresenta uno degli obiettivi principali del progetto, oltre ai canali informativi diretti, come il Telefono Alzheimer, i Caffè Alzheimer ed altre attività per moltiplicare le occasioni di confronto e l’informazione per famiglie e istituzioni.

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