Persone per bene

18 maggio del 1988: “Che non sia un'illusione”

5 anni fa
18 maggio del 1988: “Che non sia un'illusione”

Quel 18 maggio di ventinove anni fa se ne andava Enzo Tortora. Il male che aveva accompagnato i suoi ultimi anni aveva preso il sopravvento, accelerato da un calvario personale che lo consegnò alla storia come simbolo della malagiustizia nostrana

Le sue volontà furono precise: essere cremato in compagnia di una copia de “La colonna infame” di Alessandro Manzoni e far incidere sulla sua lapide un'epigrafe dettata da Leonardo Sciascia: “Che non sia un'illusione”.

Quel 18 maggio moriva Enzo Tortora il “mercante di morte”, come lo definì il Pubblico Ministero. Morì “il camorrista” per cui venne chiesta una condanna esemplare. Morì “lo spacciatore” colluso con il clan di Raffaele Cutolo, il ‘cumpariello’ capace di sporcarsi delle peggiori infamità.

Eppure un tempo esisteva l'Enzo Tortora giornalista, il brillante conduttore televisivo, il politico appassionato. Quell'Enzo Tortora che però morì il 17 giugno di cinque anni prima, quando venne svegliato ed arrestato alle 4 del mattino dai Carabinieri di Roma con l'accusa di traffico di stupefacenti e associazione di stampo camorristico. Il Tg2 di quel giorno aprì con le seguenti parole: «Enzo Tortora è stato arrestato in uno dei più lussuosi alberghi romani, il Plaza; ordine di cattura nel quale si parla di sospetta appartenenza all'associazione camorristica Nuova Camorra Organizzata (N.C.O), il clan cioè diretto e capeggiato da Raffaele Cutolo: un'associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga e dei reati contro il patrimonio e la persona».

Quello fu l'inizio di un incubo. Un calvario culminato con la condanna a dieci anni stabilita nel 1985. Tortora non mollò, non si arrese mai, fino a quel 17 giugno del 1987, esattamente 4 anni dopo l’arresto, quando venne assolto. Si era trattato di un “errore”. L'accusa si era basata su un’agendina, trovata nell’abitazione di un camorrista, con sopra un nome scritto a penna ed un numero telefonico. Solo in seguito le indagini calligrafiche provarono che il nome non era Tortora bensì Tortona, e che il recapito telefonico non era quello del presentatore.

Alcuni mesi prima di morire, Tortora tornò sugli schermi Rai e disse:

«Dunque dove eravamo rimasti…potrei dire moltissime cose e ne dirò poche…una me la consentirete: molta gente ha vissuto con me, ha sofferto con me questi terribili anni, molta gente ha offerto quello che poteva, per esempio ha pregato per me e io questo non lo dimenticherò mai, e questo grazie a questa cara buona gente; dovete consentirmi di dirlo. L’ho detto e un’altra cosa aggiungo: io sono qui anche per parlare per conto di quelli che parlare non possono, e sono molti e sono troppi; sarò qui, resterò qui anche per loro…E ora cominciamo come facevamo esattamente una volta….».

In queste parole non c'era più il conduttore, né tantomeno il “mercante di morte”. In queste parole c'era l'uomo, la persona perbene. E quell'Enzo Tortora non morirà mai.

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10 commenti per "In Italia si parla di sviluppo sostenibile"
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Grande uomo e persona per bene e grande ingiustizia, quando la giustizia è troppo burocrate!

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5 anni fa

non e' stato un grosso errore , e' stato un grande piano studiato a tavolino x agevolare altre forze o personaggi "" intoccabili "" da proteggere . in pratica e' stato ....un piacere da fare a qualcuno..

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5 anni fa

Non ci sono molte parole da dire ma una sola mi sento di scriverla. I martiri hanno sempre dato molti buoni frutti a tutta l'umanità. Tortora spero tanto che il tuo calvario abbia salvato altri innocenti

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5 anni fa

Ciao Grande Enzo.Un abbraccio.

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5 anni fa

Tanta rabbia ed impotenza x gli sbagli fatti dalla giustizia

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5 anni fa

Fu un grossssssso errore!!!

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5 anni fa

Tanta rabbia e niente più

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5 anni fa

uno degli errori piu' clamorosi delle giustizia italiana.La persona perbene e' stata calpestata dando credito a uomini la cui vita di infami e delinquenti era nota a tutti. Come sempre le brave persone non vengono mai ne' credute ne riconosciute come tali

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5 anni fa

Grande Enzo Tortora ! Tutto il mio rispetto .

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5 anni fa

Dietro, si vede Della Valle, un bravissimo avvocato..... E lui poteva permetterselo.... Quanti saranno ancora le vittime di errori,voluti o no, di magistrati perlomeno incapaci e superficiali?

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